“IL DUCA, IL CIGNO E L’INGANNO” di Nova Winter

28 Ott, 2026

Recensione di

Ben trovate mie adorate Peccatrici,

indossate il vostro abito migliore, lucidate le stecche del vostro ventaglio, preparatevi al meglio con acconciature ricche di piume e perle e non dimenticate un po’ di belletto a colorire il vostro incarnato. Perfetto, ora potete salire con me in carrozza, vi porterò nel 1815 alla fine di una stagione poco promettente ma che nasconde l’inizio di una storia che ha saputo ammaliarmi fin dalle sue prime pagine.

Nova Winter, con inchiostro e pennino, ha dato vita a “IL DUCA, IL CIGNO E L’INGANNO”.
Un’autrice che, con la sua originalità, mi aveva già convinta con “L’onore di un visconte”, suo libro d’esordio ma, con quest’ultimo, mi ha letteralmente conquistata.

Una storia che non ha niente di scontato e che trae forza dai suoi personaggi, all’inizio ben incasellati in schemi, preconcetti e princípi del loro tempo ma che pagina dopo pagina riescono a spezzare i dogmi che li tenevano inconsciamente prigionieri e a conquistare e prendersi il loro spazio.

Horace Gibbs Duca di Harrington, di prestigioso ha solo il titolo perché il suo ducato sta affondando in un mare di debiti contratti dal suo predecessore, persino con la Tesoreria della Corona. Ma nonostante questo, ha una superbia e un culto per l’esteriorità che lo rendono sprezzante verso gli altri, riuscendo a incutere timore e reverenza. Ma anche lui ha dei doveri a cui non può sottrarsi ed è proprio la Regina in persona ad imporgli un matrimonio che possa rimpinzare le sue tasche, per estinguere i propri debiti, e generare un successore per il titolo.

Trova la candidata ideale in Philomena Baltimore, quinta figlia di un conte, ragazza goffa, sgraziata ed insignificante, abituata a nascondersi e a passare inosservata. Lei si sente tradita ed umiliata dal padre che l’ha venduta, con tanta leggerezza, ad un perfetto sconosciuto. Scelta non per le sue qualità, ma perché sacrificabile e perché per un uomo come Horace, ossessionato dalle apparenze, una come lei non avrebbe arrecato disturbo.

La loro convivenza comincia con l’indifferenza ed un gravoso silenzio. Scostante e inavvicinabile lui, remissiva e invisibile lei.

Phillis è un involucro poco apprezzabile ma nasconde al suo interno un intelletto acuto, una capacità di calcolo invidiabile e una feroce logica. E basta una parola ascoltata inavvertitamente, per scatenare una voglia di rivalsa che la porterà a tirare a lucido il suo guscio tanto da renderlo brillante e affascinante agli occhi di tutti.

Ed è lì che Horace si rende conto di essersi ingannato: credeva di aver comprato un pezzetto di vetro e invece si ritrova tra le mani un diamante che come un prisma trasforma la semplice luce in eleganti colori.
Ne viene, all’improvviso, abbagliato e ritrova in lui una fame che aveva dimenticato di avere, la voglia di conquistare sua moglie e di seguirla nelle danze.

Una danza di sguardi, movimenti controllati e risposte pacate ma taglienti.
Il loro ballo comincia con una quadriglia, ben distanti fra loro e attenti all’etichetta, continua con una contraddanza ben calibrata e rigorosamente silenziosa e d’un tratto arrivano le note di un valzer a farli volteggiare stretti in un ritmo che sembra essere freddo e cadenzato ma che invece nelle sue giravolte nasconde sentimenti caldi e vibranti, loro danzano uniti e leggiadri e il ton resta stupefatto ad ammirarli.

Ma non sempre tutto ciò che luccica è oro, né tantomeno dovremmo farci abbagliare dalla beltà, perché a volte nasconde la vera bellezza, che spesso si cela in una mente arguta o dietro un sorriso sincero o nella fierezza del portamento o, ancora, nel coraggio di tenere testa a chi si dimostra più forte e inattaccabile. È l’essenza di una persona, è la sua anima che ne fanno la vera bellezza e non sempre tutto ciò raggiunge la vista.

Philomena diventa tormento per Horace e lei diviene battaglia contro sé stessa.

L’anatroccolo spennacchiato è destinato a tramutarsi in un maestoso cigno, ma chi è davvero l’anatroccolo e chi invece è già cigno?

La penna elegante e carismatica dell’autrice, vi trasporterà con maestria in una biblioteca ricca di tomi da leggere e libri mastri da controllare, in sale da ballo dove domina la superficialità e l’apparenza, ma soprattutto vi condurrà in due cuori, dove imperviano sentimenti a loro difficili da comprendere e credetemi ne resterete ammaliate.

Philomena è un personaggio bellissimo, abituata ad essere svalutata e umiliata, a sussurrare per non dar fastidio, ma quando l’amor proprio prende il sopravvento, la sua voce diventa un ruggito difficile da ignorare.

Horace è esteriormente perfetto sapendo di esserlo, ma quando prende coscienza di non essere completo, comincia per lui un lavoro difficile e complicato, perché non è semplice costruire un ponte per riuscire a coprire la distanza del vuoto che è stato tanto abile a creare intorno a sé. Il suo sarà un cammino lungo e tortuoso per raggiungere colei che gli ha rubato il cuore.

Peccatrici, se siete pronte ad affrontare questo viaggio intenso, salite in carrozza e non ve ne pentirete.
Nel frattempo io corro verso una nuova avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura 😘
Debby

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: Il duca, il cigno e l'inganno
Autrice/Autore: Nova Winter
Data di Uscita: 27/08/2026
Autoconclusivo
Genere: Historical
Formato: cartaceo, ebook, kindle unlimited
Numero di pagine: 259

Trama

Un duca costretto al matrimonio.
Un “brutto anatroccolo” rassegnato al suo destino.
Un accordo freddo che sta per prendere fuoco.

A trentotto anni, Horace ha ereditato un ducato sull’orlo del baratro e un ultimatum inappellabile dalla Corona: produrre un erede o perdere tutto. Il matrimonio non è mai stato nei suoi piani, ma la scelta cade su un accordo vantaggioso. Philomena è l’ultima di cinque sorelle. Goffa, amante della quiete della campagna e del tutto inadatta ai salotti londinesi, accetta di sposare il burbero e scostante Duca per dovere filiale. La loro unione dovrebbe essere una semplice transazione, confinata a vite separate e camere da letto divise. Ma quando Philomena ascolta per caso una conversazione umiliante in cui il marito ammira l’avvenenza di una ricca vedova e liquida la sua sposa, qualcosa in lei si spezza. E poi si accende. Decisa a non essere più l’ombra di sé stessa, Philomena darà inizio a una trasformazione che sconvolgerà ogni certezza di Horace. Ma mentre il Duca scopre di essere irresistibilmente attratto dal suo “cigno”, entrambi dovranno imparare che non è l’abito a fare la duchessa, e che per conquistare un cuore serve molto più della bellezza esteriore.