Bentrovate/i, mie/i care/i Peccatrici e Peccatori.
In questa giornata dove tutti vi invitano a leggere storie oscure e tempestose, horror inquietanti e thriller sanguinolenti, per chi ha paura del buio la vostra Nelly ha il romanzo perfetto che fa per voi.
Volete una “coppia scoppiettante”, una delle skyline più famose al mondo, l’eterna diatriba ai due lati dell’Hudson e una marea di risate?
Con “UN TAXI PER DUE” di Simona Fruzzetti avrete tutto questo e ancora di più.
Iniziamo col salire l’iconica scalinata del palazzo di giustizia di New York: avete presente “L’avvocato del diavolo”?… Anche qui, forse, un diavolo c’è (“No, aspetta, non avevi detto che NON era una storia di paura?”…)
I due testi sotto accusa sono:
-Kimberly Logan, corpo mozzafiato stretto dentro tailleur firmati di alta sartoria, make-up impeccabile e un paio di Louboutin con tacco a stiletto ai piedi. Figlia unica del più bravo, arrogante e letale avvocato della City, cresciuta a Manhattan a latte e privilegi. Professionale, misurata, persino algida, a volte, è una delle redattrici della rivista Lady Magazine, che ultimamente non sta versando proprio in buone acque e che dovrà subire dei cambiamenti nel suo assetto, necessari alla propria sopravvivenza. Per Kim, niente può essere meno che perfetto, e si dedica anima e corpo al proprio lavoro, anche per mantenere una propria autonomia dal suo cognome a volte ingombrante.
-Michael Spencer, diviso a metà tra un completo a doppio petto che lo mostra inflessibile, un’implacabile consulente di ristrutturazione aziendale, e una tuta da jogging che nasconde il cuore di chi si è sudato pure l’acqua del battesimo, come si suol dire, per riscattare le origini umili della sua famiglia del New Jersey, dall’altra parte del fiume. Con i suoi MBA, CFA e tutte le credenziali della sua professionalità, arriva in redazione per tagliare, spostare, ridimensionare, far quadrare o licenziare qualunque cosa (o chiunque) non sia necessario, senza far sconti a nessuno.
Il loro primo incontro – o scontro, dovrei dire – è sul taxi in cui si ritrovano a salire in contemporanea.
“… «Scenda, l’ho visto prima io» ruggisco.
Mi aspetto che lasci campo libero, invece chiude lo sportello. «No, scenda lei! L’ho chiamato io e si è fermato per me.»
Rimaniamo a fissarci e, in quel brevissimo istante, capisco che nessuno dei due ha intenzione di cedere.”
Se questo è l’inizio, appunto, vi lascio immaginare il resto.
Simona ci regala una storia piena dei divertenti puntigli iniziali dei nostri protagonisti, dove ognuno dei due non fa altro che stuzzicare/snobbare l’altro mentre si ritrovano a guardarla/o di sottecchi. I loro perenni battibecchi mostrano due persone che poco si possono soffrire, almeno in apparenza, ma che, agli occhi esperti di chi li circonda, rivela un’attrazione sempre più difficile da tenere a freno, che sta cercando di prendere il sopravvento sui ruoli che loro due hanno nell’ambiente di lavoro. Metteteci la perenne lotta di classe tra la parte più “In” di NY contro i sobborghi, le stoccate di chi si è fatto da sé contro quella che sembra la superficialità di chi non ha dovuto (ma, forse… non ha potuto?) chiedere mai nulla, i colori di New York in autunno, lo stile brillante, assolutamente divertente della Fruzzy, ma anche il suo buon cuore incastonato nelle anime dei personaggi, e avrete il mix perfetto per:
1. Avere voglia di tirare una bomba stordente
2. Ridere come poche volte capita (se poi seguite l’autrice sui social, giuro che capiterà spesso… )
3. Raccogliere fazzoletti appallottolati, e non solo quelli sugli immacolati divani bianchi di un appartamento sulla Settantesima Strada
Personalmente, finora conoscevo la Fruzzetti dei thriller, e ho sempre amato, fin dal primo momento, la sua penna e soprattutto le sue donne, caparbie, indomite, ribelli, ma anche divertenti e soprattutto di gran cuore. In questo romance ritrovo tutto, in una forma leggera ma non sciocca, frizzante e decisamente rigenerante: non potete rimanere col broncio, dopo averla letta.
Come già detto in precedenza, lei è una garanzia di sorrisi
Ed ora, corro incontro alla prossima avventura. Nelly vi saluta e vi da appuntamento tra pochi giorni, con altre recensioni di… chissà cosa.
Tutte le risate e l’apprezzamento verso questo romanzo sono realmente miei, l’AI non saprebbe apprezzare due maniche di camicia arrotolate sugli avambracci.




