Care peccatrici,
Ci siamo con l’appuntamento settimanale “Fatti più in là che c’è l’Apocalisse”.
Esatto, oggi vi parlo del terzo volume della serie “I cavalieri dell’Apocalisse” di Laura Thalassa, pubblicato in italiano grazie a Hope Edizioni: Carestia.
Adesso che ho letto tutti i romanzi della serie, posso dirvi che questo é stato quello che mi é piaciuto di più. Con Carestia è stato amore a primo capitolo, non a prima vista perchè onestamente spero di non vederlo mai😬.
C’è qualcosa in lui che dir non so…per riprendere le parole di un celebre film.
Carestia è un cavaliere spietato. Lui non ammette repliche, non tollera fiato: uccide, distrugge, toglie la vita a tutto ciò che potrebbe servire per il sostentamento umano. Lui, che del nostro genere ha sperimentato solo la parte peggiore, quella più abbietta, che crede che per risolvere tutto basti la violenza.
Carestia é un giudice implacabile dei cuori umani. Li pesa e li soppesa e da lì lui prende sempre la stessa decisione: distruggere. Ana, la più umana delle peccatrici, gli mostra il lato opposto dell’umanità. Quello compassionevole, quello capace di amare e dare luce, ma Carestia é troppo ferito.
La sua forza vendicativa è direttamente proporzionale alla fragilità di ciò che gli è successo, e forse, proprio per questo, é il più umano tra i fratelli.
Peccatrici, portiamo un nome per cui difficilmente saremo salvate in caso il nostro amico si presenti a chiedere il conto, per questo io tra la lista dei peccati da redimere, se fossi in voi aggiungerei la lettura di questo bel fantasy.
Un abbraccio,
Francy.




