In collaborazione con Quixote Edizioni che ringrazio per la copia concessa
Peccatrici buongiorno,
Quixote Edizioni presenta “HEAVY – Lei sarà la mia rovina” uscito da pochissimi giorni, dark romance firmato dall’autrice M.L. Burns e tradotto da Federica Fanasca che si è mostrata attenta a decodificare in modo preciso e fluente la lingua inglese.
Date sempre un’occhiata ai trigger warning prima di iniziare la lettura viste le argomentazioni trattate perché sia Calista che Ronan sono portatori di problematiche che appaiono come il piombo a contatto con l’aria: pesanti e di una marcata tonalità grigio scuro.
Colorado, a sud ovest della Highway 285 c’è un delizioso cottage in disuso vicino al lago lontano dai rumori della città, in totale quiete e in armonia con la natura. Bello, vero? Una Barbie dai capelli biondi, occhi azzurri e ciglia finte con un corpo che le permette di ottenere ciò che vuole o quasi, decide di ristrutturarlo e di alloggiarvi fino a fine lavori. O così pare.
L’inatteso inquilino che occupa lo stesso spazio mica è un taglialegna, un turista in villeggiatura che si è perso o un boy scout che sta aiutando la nonnina a raccogliere lamponi: uscito dal penitenziario dopo aver scontato una sentenza per omicidio, Ronan non è in cerca di espiazione dei crimini commessi, ma di fatto è un uomo libero. Sulla carta almeno.
Ma torniamo serie perché in “HEAVY” ci sono poche risate e amenità, ma tanta polvere da sparo capace di creare combustioni incontrollabili. Fin da subito, Calista lascia nella confezione la Barbie e la rispedisce alla Mattel e si mostra come un soggetto contorto che ragiona e si muove differentemente da un normotipo. Il mio è stato amore a prima vista perché la sua mente intricata è una spirale vorticosa che si accende in maniera sregolata e irrazionale.
Non cedere al fascino oscuro di Ronan è come chiedere a una calamita di non attrarre un magnete: ombroso, imponente e dominante, non esclude certo di ripercorrere la strada cattiva essendo ben conscio che di quella giusta non ha né gli strumenti e né le coordinate. Non è solo un ex criminale dichiarato e condannato, ma è una polveriera che è meglio che resti inesplosa, fidatevi.
Al loro interno ci sono così tante scatole cinesi che man mano che vengono aperte scatenano gli istinti, i bisogni e le inclinazioni che forse faranno storcere il naso… o ritenute semplicemente delle attitudini particolari e personali e, in quanto tali, insindacabili.
La vita di Ronan è stata ed è tutt’ora una prigione con un fine pena mai, una guerra interiore costante con la quale ha siglato una pace armata: indietro non può tornare e cicatrizzare delle ferite ancora aperte anche. Calista non è lì per salvarlo o provare ad aggiustarlo dato che anche lei è una bambola guasta, ma resta perché ha trovato ciò che cercava. Non tirerei fuori la cantilena della relazione disfunzionale o anticonvenzionale perché a mio modo di vedere mi pare tutto nella logicità e nelle derivazioni recettive dei protagonisti, quindi saranno ben affari loro.
“HEAVY” è naturalmente una storia nelle mie corde (tese) che entra senza bussare, figuriamoci pulirsi le scarpe sullo zerbino davanti all’uscio: ‘sporca’ e sfacciata nelle inquadrature eccitanti data anche l’energia emanata da entrambi, diretta nelle disarticolazioni mentali e aspra nei cassetti infami della memoria alle quali M.L. Burns non ha avuto bisogno di dare un martellante riverbero, ma ha ben resi crudi e chiari i contenuti.
Una narrazione esplicita e performante che manda su di giri il lettore, lo stimola e lo chiude in una cella facendogli tenere alta la guardia fino all’ultima riga: ah, beh, io di sicuro non l’ho abbassata.
Buona lettura Peccatrici, vi aspetto la prossima volta.
Moira



