Mie adorate Peccatrici,
dove vi porto oggi?
Mi spiace il luogo è top secret, verrò bendata per arrivarci e non sarà semplice sopravvivere a tutto ciò che accadrà attorno a me.
“TICK TOCK” di Jane Harvey Berrick, come dice il titolo, è il ticchettio delle lancette che scandiscono secondi che fanno la differenza, minuti in cui si respira tensione e momenti in cui tutto può andar bene o male, in cui si stabilisce la morte o la vita.
Precisione, calma e sangue freddo, queste sono le priorità per James quando è da solo di fronte ad un ordigno da disinnescare, niente sentimenti, niente emozioni, il mondo che lo circonda sparisce e il tempo sembra dilatarsi.
Lui è un soldato britannico EOD, un artificiere addestrato a maneggiare bombe di ogni tipo, dalle più artigianali alle più sofisticate.
Proprio per queste sue abilità viene spedito in America per una missione segreta: addestrare due persone a fabbricare esplosivi per essere infiltrate poi in un’organizzazione terroristica.
Semplice routine se non fosse che si trova come allievi un soldato, Clay, dall’animo buono e filosofico, e una donna di cui non si conoscono le fattezze poiché coperta dal niqāb dal quale si vedono solo gli occhi.
Cos’è che spinge una giovane infermiera civile a buttarsi in questa missione che potrebbe portarla alla morte, e non una morte veloce ma contornata da torture indicibili nei confronti di una donna?
È questo interrogativo che assilla James e non lo fa stare tranquillo.
Amira ha perso suo fratello Karam in un raid aereo in Siria, a schiacciare il suo cuore non c’è solo il dolore per la sua perdita ma anche rabbia.
Una rabbia che non la fa dormire la notte, per la situazione di quel paese, per la morte ingiusta non solo di suo fratello ma di tante persone innocenti, rabbia perché non riesce a trovare il senso di tutto ciò.
Un senso che disperatamente vuole dare lei facendo qualcosa per aiutare e affidandosi alla fede anche se non è sicura di star agendo nel migliore dei modi.
Una litania ormai la perseguita tutti i giorni: “Fratello mio, dammi un segno. Sto facendo la cosa giusta?”, ma la domanda non ottiene mai risposta.
Le sfide che dovrà affrontare saranno dure e metteranno alla prova la sua sanità mentale e non solo la sua.
James è attratto da quello sguardo così profondo e disperato, da quella caparbietà e dal suo coraggio nel non arrendersi nonostante le difficoltà.
Ma il tempo è tiranno e detta le sue regole e la missione diventa una corsa all’ultimo respiro, non lasciandogli spazio per andare oltre la sua conoscenza.
Una storia toccante, a tratti adrenalinica e cruda, in cui ci ho messo un po’ ad ingranare perché l’inizio è carico di nozioni tecniche, ma poi è scivolata via e senza che me ne accorgessi è arrivata alla fine.
I due protagonisti sono anime in sofferenza che combattono contro demoni difficili da sconfiggere, cercano un senso alle brutture della vita arrivando a pensare che vivere sia più doloroso che morire.
Fortunatamente abbiamo Clay che smorza un po’ il tutto, portando buonumore anche nelle situazioni più complicate, un personaggio, a mio avviso, meraviglioso in questo contesto.
Ma la storia non è finita…eh già, continua nel prossimo volume.
Voi mettetevi comode che io giro l’angolo e arrivo subito 😉
Debby
Ringrazio Hope edizioni per la copia digitale che mi ha gentilmente concesso




