Mie adorate Peccatrici,
come promesso eccomi qui, ve lo avevo detto di aspettarmi che avrei girato solo l’angolo e sarei stata subito da voi.
Con la penna di Jane Harvey Berrick edita da Hope edizioni, in “Tick tock” abbiamo lasciato James con dure prove da affrontare, con la tensione e la pressione sempre a mille, ma poi arriva il momento che, anche un uomo temprato come lui, arriva al punto di rottura.
Adesso in “BOMBSHELL” James è un uomo spezzato dal dolore, dal senso di fallimento e dalla mancanza di quello che avrebbe potuto avere.
Una perdita che lo ha devastato e per cui si è perso tra alcool e voglia di farla finita.
Abbandonato da chi avrebbe dovuto sostenerlo e invece l’ha lasciato solo a sé stesso.
Sarà Clay a tirarlo fuori dal buco nero in cui è precipitato, proponendogli una nuova missione, stavolta umanitaria: bonificare vaste aree dalle mine antiuomo e salvare così migliaia di bambini da amputazioni o morte certa.
Così James trova nell’aiutare gli altri un modo per affogare i suoi dispiaceri e rendersi utile.
Perlustrare, identificare, esporre, estrarre, questo è il suo mantra, tutto molto meccanico e senza emozioni che possano turbarlo.
Il suo non è un lavoro semplice, non lo è mai stato, è un operatore ad alto rischio che ha richiesto 7 anni di addestramento non solo fisico ma anche mentale, una concentrazione fuori dal comune che lui non ritiene così speciale.
E poi in mezzo al niente, in mezzo alla povertà e al fango, arriva lei: Arabella, così bella da togliere il fiato, un pericolo da tenere lontano.
Mollata lì da un giorno all’altro, senza i lussi e le comodità a cui è abituata, da un padre che vuole punirla per i suoi eccessi.
Abituata ad essere sminuita e bullizzata da chi avrebbe dovuto amarla, educata a fare ciò che le viene imposto senza poter scegliere, usata dagli amici per la sua posizione,
Harry (come le piace essere chiamata) è una persona allo sbando, senza una direzione.
Lì, in mezzo al nulla, trova persone che la apprezzano davvero, che la fanno sentire utile, che la coinvolgono e finalmente comincia a sentirsi bene.
Solo James continua a tenerla a distanza, ma lei è determinata ad aprire quella porta che lui ha lasciato per troppo tempo chiusa, sigillando la sua stanza nella più cupa oscurità.
Notte dopo notte, parola stringata dopo parola stringata, scoprono che, nonostante vengano da mondi opposti, hanno un vuoto dentro che li accomuna.
James non è svuotato di emozioni ma, al contrario, cela dolore e orrore, sotto la corazza scorbutica è un uomo profondo, gentile, paziente e calmo.
E Bel si innamora di quest’uomo così complesso e difficile da capire.
Ma il paragone con Amira, così perfetta, impegnata, bella e una martire per l’umanità, la fa sentire inadeguata, lei è il suo completo opposto in tutto, può bastare il qui e ora?
Può bastare viversi il momento?
James è una contraddizione vivente: possessivo ma sfuggente, esigente ma distante, e lei odia e ama questo loro rapporto, vorrebbe solo valerne la pena per lui.
Ma James vive aggrappato al ricordo di Amira, con la sua perdita ha perso anche sé stesso, vive di “e se…”, è un sopravvissuto ma non è mai tornato veramente, almeno non del tutto, è soprattutto lui che deve volersi salvare.
Ci riuscirà?
Sceglierà finalmente la vita invece del ricordo?
Una storia bellissima come la precedente, ma che ho apprezzato maggiormente, qui vi è una crescita dei personaggi non indifferente.
Assisteremo al tormento interiore di James al suo scoprire le proprie debolezze, al suo comprenderle e affrontarle, al suo darsi al prossimo in modo indifferente come se fosse scontato.
Vedremo il suo prendere coscienza di ciò che lo circonda e finalmente scegliere qualcosa di concreto che può dargli un futuro.
Che dire di Arabella?
Cresciuta in un castello con tutti i privilegi ad esso connessi, ricca ma povera delle cose più semplici, in cerca di un briciolo di amore e attenzione che non ha mai avuto.
Resiliente, abituata ad essere umiliata, trova la forza di reagire e sbocciare in tutto il suo splendore in sé stessa, non cerca aiuto perché il suo scopo è farcela da sola e ci riesce.
Vuole essere scelta per ciò che è e non per lo status a cui appartiene.
L’amore per James lo vediamo nascere e crescere giorno per giorno, è palpabile, come pure quello di lui per lei anche se tende a negarlo.
A differenza di quello per Amira che io ho faticato a comprendere, mi è sembrato più un amore idealizzato che qualcosa di concreto.
Ovviamente non mancherà Clay col suo buonumore, braccia sempre pronte ad accogliere e spalla sempre a disposizione per il conforto.
Un uomo umile e generoso che con la sua Zada dedica la sua vita agli altri e a cercare di rendere il mondo un posto migliore.
Questa per me è stata un’avventura travolgente che ha contribuito, anche, a darmi una visuale su una professione che io ignoravo totalmente e sulla missione della “Halo trust” che in tutto il mondo porta il suo contributo per liberare intere regioni dalle mine antiuomo e per rendere la vita, di quelle popolazioni che vi abitano, più sicura e dignitosa.
Ma ora ho un’altra avventura a caccia di emozioni che mi aspetta, è giunto il momento di cambiare totalmente direzione 🤭, siete curiose di scoprire dove sono diretta?
Non vi resta che seguirmi 😉
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio la Hope edizioni per la copia digitale che mi ha gentilmente concesso




