Bentrovate mie adorate Peccatrici,
se come me amate la penna di Paola Chiozza e siete abituate alla sua leggerezza, questa volta si cambia registro, preparatevi ad affrontare un viaggio bello lungo che parte dal più profondo degrado fatto di miseria e abusi e arriva al Paradiso, ma per arrivarci bisognerà attraversare l’inferno e portare pazienza nell’attesa del momento giusto.
Con “MY FIRST, MY LAST, MY LOVE” edito Always Publishing che ringrazio per la collaborazione, ci farà attraversare una miriade di emozioni e agognare un lieto fine per niente scontato.
I due protagonisti di questa storia così toccante sono Adam ed Evangeline, due bambini che vivono agli antipodi: la povertà e la ricchezza.
Adam nella sua giovane vita ha subìto di tutto eppure non si arrende, a lui basta calciare il pallone e ciò che lo circonda sfuma, rimangono davanti a lui solo i bei ricordi e il sogno di indossare una maglietta gialla e blu, a cui si aggrappa con tutto sé stesso.
Eva vive nel lusso ma senza amore, continuamente ignorata o umiliata dai suoi stessi genitori, ma le basta andare allo stadio per vedere una partita di calcio che si sente subito parte di una comunità, dove il senso di solitudine che l’accompagna scompare.
Una passione, quella per il calcio, che li accomuna e che farà intersecare le loro strade.
Fra loro, nonostante abbiano solo 10 anni, nasce un sentimento che non si può spiegare razionalmente ma che è destinato a sopperire per le circostanze della vita che li separa.
Eppure è così forte che, per Adam, diventa una boa a cui aggrapparsi in mezzo ad un mare in tempesta, continua a correre e a calciare il pallone grazie ai ricordi che custodisce nel cuore, con l’unico obbiettivo di raggiungere la sua Eva e godersi il Paradiso, pronto a sacrificarsi e ad attraversare l’inferno per lei.
Eva invece cerca di dimenticare non solo lui ma anche quel senso di inadeguatezza che la perseguita, quel sentirsi calpestata e difettosa, il non essere abbastanza che la porta ad accontentarsi del nulla.
E poi la vita gioca di nuovo con loro, fornendogli un assist che non possono ignorare, saranno abbastanza veloci e precisi da riuscire a calciare quel pallone e segnare il gol che potrebbe ribaltare all’ultimo minuto il risultato di una partita che sembrava già perduta?
La Chiozza ci parla di un sentimento che non ha niente di logico ma che è trascendentale, non qualcosa che si può spegnere a piacimento ma una forza che riesce a resistere al tempo e alle distanze, un amore che va oltre il carnale ma che attraversa l’anima, un sentimento che non si arrende ma che aspetta con pazienza il suo momento.
Ho amato alla follia Adam, quel suo modo di essere freddo indotto dal suo non ricevere amore e protezione in tenera età.
Dopo tutto quello che ha passato e subìto sarebbe stato semplice per lui scegliere la strada sbagliata e invece imperterrito continua a percorrere il suo cammino pieno di insidie, sarebbe stato altresì semplice cedere al richiamo del Dio denaro e lasciarsi andare agli eccessi che lo circondano, ma preferisce inseguire il suo obiettivo senza mai dimenticare il posto da cui viene, non cede alla tentazione di mordere quella mela a lui proibita perché sa che, al momento giusto, non ne avrà solo un assaggio ma sarà tutta sua.
Eva, invece, subisce una vita che non voleva, viene abbattuta da una tempesta non prevista che la trascina via e cerca in questo marasma di acque torbide, un piccolo appiglio a cui aggrapparsi per riuscire a risalire la corrente.
E lo trova in un’amica sincera e nella sua famiglia, dove non vi sono legami di sangue ma in cui trova quella sicurezza che le era mancata fino ad allora, il sostegno che l’aiuta a rialzarsi e a inseguire anche lei i suoi sogni.
Perché non puoi fermare la pioggia che scende dal cielo, ma puoi trovare un ombrello sotto cui riparti.
Una storia profonda che mi ha travolta, in cui non ho versato lacrime ma che mi ha fatto provare quel senso di impotenza che ci accompagna quando dobbiamo sottostare al volere del destino, quando sembra tutto perduto e invece basta un niente per riaccendere la speranza.
Ed ora sono qui seduta sugli spalti, con una sciarpa gialla e blu al collo, circondata da gente che come me per 90 minuti dimenticherà i problemi che ha lasciato a casa, pronta a saltare e gridare, condividendo gioia con perfetti sconosciuti ma che in questo momento sono famiglia unita dalla stessa passione.
Corri Adam, corri e gonfia quella rete! Noi siamo tutti qui a tifare per te!
Alla prossima lettura 😘
Debby




