📚Recensione di Debby📚
Bentrovate mie adorate Peccatrici
sono di nuovo insieme alla mia compagna di avventura Francy per varcare i cancelli di un’altra fiaba Disney, questa volta vi porto in riva al mare per ripercorrere “La Sirenetta”, dalla penna di Vivian Edwards nasce “ONCE UPON A LIAR”, 3° volume di questi retelling.
Chi mi conosce sa che io nutro una particolare curiosità per questo genere, mi piace scoprire fino a che punto l’autrice di turno è riuscita a riportare a noi le famose fiabe che hanno accompagnato la nostra infanzia rendendole contemporanee e realistiche.
In questo caso Vivian è riuscita perfettamente nel suo intento: gli elementi cardine e i personaggi della storia originale ci sono tutti.
Aria vive nel regno che le ha costruito suo padre, è CEO di un’impresa ittica milionaria, ma non è felice e ha voglia di libertà. L’occasione le si presenta con l’inaugurazione del pub di Chandler, il suo migliore amico, che per inseguire il suo sogno si è trasferito a Thorpeness, una piccola cittadina costiera. Qui il tempo sembra essersi fermato, non c’è la frenesia della città, né la pressione e le aspettative del lavoro, qui si respira calma e pace, gli abitanti sono tutti amichevoli e sereni, il suo ritmo lento ti costringe a rallentare e a riconnetterti con le persone e con te stesso. Qui è facile sentirsi subito a casa, ed è quello che succede ad Aria, decisa a lasciare la città per un po’ e riprendere a respirare. Ma ha delle grosse responsabilità sulle spalle che non può ignorare e quando l’amica Ursula le offre una mano e le propone subito di farsene carico, non le sembra vero. Decide, quindi, di partire per ricaricare le batterie, ma il padre le impone di essere accompagnata da Sebastian che da sempre è il suo supervisore.
Comincia così la “vacanza” di Aria in compagnia di Chandler e Sebastian, un trio che potrebbe essere perfetto fino a quando entra in scena Eric a rendere ancora migliore questa presunta pausa.
Lui si presenta come un pescatore, ha voglia di lasciarsi alle spalle, per un po’, la sua vita frenetica, fatta di soldi, acquisizioni e società. Un lutto pesante lo ha colpito facendogli capire quanto vuota fosse la sua esistenza e ora ha bisogno di ritrovare sé stesso ed essere conosciuto semplicemente come Eric e non come lo “squalo” cinico, insensibile e senza morale che ha dimostrato di essere.
È tornato a Thorpeness per ricollegarsi con le sue origini, a fare riaffiorare ricordi sopiti che gli rammentino cosa ha lasciato. Ed è proprio in questo villaggio, dove il mare selvaggio si scontra con la sabbia calda, che trova quella pace che fa bene al cuore e trova Aria. Una donna che come lui cerca un porto sicuro dove gettare l’ancora e per la quale non prova solo un’attrazione immediata, ma la trova intrigante e ha voglia di conoscerla meglio come non gli era mai successo prima.
Entrambi si sentono molto simili, con una vita che avevano immaginato diversa, in un periodo di confusione e forse è proprio questo momento di incertezza che li lega. Ma un rapporto per essere vero non può nascere sulle bugie, ognuno di loro nasconde la sua vera identità e prima o poi tutto verrà a galla, riusciranno a perdonarsi a vicenda per la montagna di menzogne che hanno inventato?
Una storia scritta bene e che richiama perfettamente “La Sirenetta”, lo stile narrativo è fluido ma purtroppo non mi ha coinvolto.
Nonostante la protagonista sia quasi trentenne e ricopra un ruolo importante nell’azienda di famiglia, che necessita quindi di una certa maturità, l’ho trovata un po’ infantile nei modi e questo non mi ha permesso di entrare in empatia con lei. Il sentimento che nasce fra i due è un po’ troppo repentino risultando superficiale. Ovviamente, come mi piace ripetere sempre, la mia non è un’opinione suprema, e quello che a me non è piaciuto, piacerà sicuramente a qualcun’altro. Il mondo è bello perché è vario, altrimenti sarebbe troppo noioso.
Francy che fine hai fatto?
Scusate un’attimo, vi lascio qui a mangiare un fish and Chips preparato da Chandler, io vado a recuperare Francy con un salvagente perché mi dà l’impressione che stia affogando in questo mare cristallino 😂
Alla prossima lettura 😘
Debby
📚Recensione di Francy📚
Buongiorno mie Peccatrici squamose, è giugno, fa un caldo squagliante e noi non potevamo che parlarvi del retelling della fiaba più marittima di sempre: La Sirenetta. Lo facciamo attraverso il romanzo di Vivian Edward “Once Upon a Liar” terzo volume della serie.
Come Ariel i protagonisti della storia sognano di essere qualcosa di diverso, chi per un motivo, chi per un altro.
Aria, la giovane protagonista femminile e una donna, a quasi trent’anni lo si è ormai, che ha seguito un percorso prestabilito e ha avvallato le richieste di un padre che la voleva CEO dell’azienda ittica multimilionaria che lui e la madre avevano tirato su per lei. Out of topic: ogni volta che ci penso mi viene in mente Sebastian che lotta contro il cuoco per non essere bollito 😅 Ok, torno seria, scusate.
Dicevo…Aria ha voglia di libertà, di essere ciò che la fa stare bene e per questo appena ne ha la possibilità scappa a Thorpeness dall’amico Chandler, portando con sè il fidato Sebastian.
Eric invece ha fatto ciò che nella vita credeva di voler fare, ignorando la strada che gli veniva indicata, e dopo anni al top della carriera, la morte dell’amico lo costringe ad affrontare la realtà della sua situazione: soldi tanti, amici pochi. A sua volta Eric si trasferisce a Thorpeness dove tra un fish and chips e l’altro incontra la rossa dagli occhi verdi.
Il resto lo scoprirete leggendo ♥️
La storia di fondo mi è piaciuta, Vivian Edwards ha ricostruito i punti fondamentali della fiaba e li ha fatti suoi incastrandoli in una trama che li ripropone senza copiarli, ma riproponendoli in una chiave diversa. Purtroppo però ho sentito stridere pericolosamente il modo in cui Aria, quasi trentenne, si approccia agli eventi e si rapporta con Eric, ovviamente si tratta solo di una mia sensazione personale. Stessa cosa per alcune situazioni che si creano tra gli amici di Aria, Sebastian e Chandler.
Mi sarebbe piaciuto “sentire” di più le dinamiche, ma non sempre questo dipende dalla storia, a volte anche dagli occhi di chi legge: insomma, come nei migliori rapporti la colpa sta sempre nel mezzo♥️
C’è da dire che leggere di oceano, scogliere, pub, fish and chips, mi ha fatto venire voglia di andare in vacanza.
Debby? Andiamo?
Ringraziamo l’autrice per le copie digitali gentilmente concesse




