Eccoci di nuovo insieme, care/i mie Peccatrici e miei Peccatori,
con questo caldo assurdo, oggi vi porto in una vecchia baita in un bosco della Pennsylvania, più precisamente a Lancaster Falls, ai margini dell’Iron Lake, da cui, da sotto la superficie, emerge un teschio e alcune ossa che metterà sottosopra la (apparente) calma della cittadina.
A trovarli è Chris Lassiter, un autore di romanzi horror relegato nella baita suddetta dalla sua agente letteraria, sperando che l’ambiente simile a quello dove lui ha scritto il suo primo romanzo gli faccia ritrovare l’ispirazione per scrivere il terzo, già comprato dalla casa di produzione cinematografica che ha tratto i film di successo dai suoi due primi due. Ma la cosa non è così semplice… Affatto.
Sembra anzi distrarsi ancora di più quando conosce Sawyer Wiseman, il bel tenente della cittadina, che si ritrova ad indagare sul ritrovamento che sembra riaprire un vecchio caso mai risolto che coinvolge il fratello di uno dei suoi amici d’infanzia.
Insieme al caso, si riaprono anche le vecchie ferite di Sawyer, legate al periodo in cui era poliziotto a Chicago, da dove è venuto via a pezzi, psicologicamente, dopo un’operazione sotto copertura finita molto male.
Sarà per questo che all’inizio si rapporta in modo tutto d’un pezzo con Chris, che invece gli fa delle palesi avances?
Ma anche lui, sotto la sua iniziale fermezza, ha gli ormoni in tumulto e la voglia di trovare qualcuno che lo comprenda, esattamente come il nostro scrittore, e quando da sotto la quiete cittadina emergono un bel po’ di problemi legati al figlio del sindaco, e dal fango del lago in secca per il caldo rovente che sta investendo la zona emergono altre ossa, e altri cadaveri, Sawyer cede alle richieste di un appuntamento di Chris, in cerca di sollievo dai suoi dèmoni interiori.
RJ ci porta nella quotidianità di Lancaster Falls con lo stesso ritmo in cui vive la cittadina, un po’ sonnolenta, dove tutto sembra sempre uguale, ma dove sotto sotto covano intrighi e miserie umane pronte a saltare fuori in un baleno, insieme a vecchi rancori mai sopiti, e dove una piccola novità diventa subito l’interesse – o meglio, il pettegolezzo – di tutti. Specialmente se si tratta di un estroso scrittore di horror e delle preferenze sessuali di uno dei membri, piuttosto in vista, della comunità.
Il suo stile rende bene i nostri inusuali (per il contesto) protagonisti, e ti fa trovare subito simpatia per l’uno, e tenerezza per l’altro. I voli pindarici dell’immaginazione di Chris non fanno sorridere soltanto Sawyer, ma anche il lettore. Nel contempo, riesce a farti sentire come parte della calda cittadina messa sottosopra dalla novità emersa dal lago.
L’unica nota che mi ha lasciato un po’ a bocca asciutta è il fatto che, essendo il primo di una piccola serie, quindi normale che sia così, il romanzo si tronca in un punto dove ti aspetti debba dirti ancora troppe cose su tanti fronti, invece che rimandarle ad un secondo volume, per cui se volete dei finali un po’ più fermi rispetto a questo, forse rimarrete un po’ delusi, anche se per il resto la storia vale la pena di essere letta.
Speriamo pertanto in una celere pubblicazione del secondo volume che mi leggerò sicuramente (ora voglio sapere come vanno avanti alcune vicende, e a finire altre, per la miseria! Mica posso rimanere con la curiosità di una scimmia… Ahahaha).
Nel frattempo, vi lascio alle recensioni delle mie colleghe (pardon, anche del nostro collega maschietto, non certo da meno) per le altre raccomandazioni per il nostro mese di fermo, e ci ritroveremo a settembre con altre storie da consigliarvi.
Buone ferie, bella gente!
Nelly
Si ringrazia Triskell Edizioni per la copia gentilmente concessa




