“RED” di Martina Diotallevi

12 Ott, 2026

Recensione di

Buon lunedì, mie appassionate Peccatrici,

lettrici di storie che non offrono redenzione  e di sentimenti che rifuggono la morale. Qui a Babilonia piove a catinelle. Maremma ombrellaia! (Sì, sono poliglotta: questo è dialetto babilentino!). E allora ho pensato (ogni tanto succede!): cosa c’è di meglio di una bella favola per iniziare questa uggiosa settimana di metà ottobre? Ma attenzione, mie adorate: non tutte le favole hanno bisogno di un lieto fine per lasciare qualcosa dentro. Alcune semplicemente vogliono rappresentarci la vita per ciò che è. Come quella che ci racconta Martina Diotallevi, che ringrazio per la collaborazione e la copia concessa, in RED. 

C’erano una volta, nella Roma Est di tutti i giorni, due bambini: Fabrizio, detto Red (indovinate perché!), e la nobile ed eroica Jessica. Due piccoli viandanti che si tengono per mano lungo il sentiero della vita, che si riconoscono e diventano, poco alla volta, l’uno dimora dell’altra. Tra di loro sboccia un sentimento che cresce come una quercia, mette radici profonde e, a un certo punto, lascia che i suoi rami si allunghino in direzioni diverse. Non necessariamente per smettere di appartenersi, ma per trovare ciascuno il proprio spazio, la propria luce, la propria forza.

Eppure, mie Peccatrici, RED non è soltanto un romanzo d’amore. Perché l’amore, quello autentico, non abita soltanto baci, carezze e batticuore. Vive anche nell’amicizia, nella capacità di restare accanto a qualcuno quando non sappiamo come aiutarlo, nel riconoscere le sue fragilità senza trasformarle in una colpa. Ed è qui che entra in scena Federico (il mio preferito se non l’aveste capito dalle card!). Immaginate un Don Chisciotte moderno, Fabrizio, che ha disimparato a credere nei mulini a vento e nelle possibilità, con i piedi ben saldi nelle staffe del suo 125 scassato e con addosso il peso delle ferite che la vita gli ha inferto. Al suo fianco, un fedele e incrollabile Sancho Panza: Federico, che invece continua a credere nei giganti buoni. Due ragazzi apparentemente agli antipodi, due modi diversi di guardare il mondo, eppure capaci di trovare l’uno nell’altro quello di cui hanno bisogno.

Federico diventa per Fabrizio uno scudo emotivo, una bussola che lo riporta verso l’umanità, senza mai arrogarsi il diritto di giudicarlo, correggerlo o umiliarlo. Non pretende di guarire le sue ferite, non vuole redimerlo nè salvarlo. Gli resta accanto. Ed è proprio questo il più grande gesto d’amore che possiamo offrire a qualcuno. Perché anche il gigante più forte, quando cade da cavallo (dal motorino in questo caso) ha bisogno di una mano per alzarsi. Fabrizio, dal canto suo, insegnerà a Federico la sfrontatezza del coraggio di essere se stessi. A prescindere, e a dispetto, del mondo intero. Con una prosa delicata e una sensibilità quasi fanciullesca, Martina Diotallevi ci accompagna in una storia di crescita e resilienza, seguendo il percorso di Fabrizio senza trasformarlo in un eroe da ammirare da lontano. Fabrizio cresce, sbaglia, ama, perde. Si confronta con ciò che è stato e con ciò che ancora non sa diventare.

Ed è proprio la sua imperfezione a renderlo credibile: non ci viene chiesto di assolverlo sempre, ma di comprenderlo; non di condividerne ogni scelta, ma di riconoscere quanto sia difficile, a volte, imparare a vivere con le conseguenze delle proprie decisioni. Fabrizio capirà che il passato non è un luogo da cui fuggire, ma una parte di sé, con cui, dovrà trovare il coraggio di fare i conti e che può smettere di fare paura. E imparerà che se è vero che non sempre ciò che diamo, nel bene e nel male, ci ritorna, è vero che ciò che diamo, nel bene e nel male, definisce quello che siamo.

Attorno a Fabrizio si muove un caleidoscopio di personaggi che contribuiscono a delineare il suo percorso. Mi piace pensarli come i basoli della strada che lui percorrerà. Perché, in fondo, nessuno attraversa davvero la vita da solo. Siamo fatti anche degli incontri che ci cambiano, delle persone che ci raccolgono quando cadiamo e di quelle che, pur allontanandosi, continuano a vivere dentro ciò che siamo diventati.  E allora, mie lungimiranti Peccatrici, forse la vera favola di RED non è quella di un amore capace di vincere ogni ostacolo. È la storia di chi impara che, anche se non possiamo cambiare ciò che ci è accaduto, possiamo cambiare lo sguardo con cui impariamo a raccontarcelo.

E se questa non è una favola, mie eretiche Peccatrici, è certamente una storia che merita di essere ascoltata.

Sempre Ereticamente Vostra,

Rosy 🖤

P.S. Per sapere come leggerlo, contattate direttamente l’autrice

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: RED
Titolo Originale: Red
Autrice/Autore: Martina Diotallevi
Data di Uscita: 02/01/2026
Autoconclusivo
Formato: ebook
Numero di pagine: 1

Trama

Fabrizio cresce in una periferia degradata della capitale, con una madre giovanissima e un padre violento. In un mondo fatto di silenzi e abusi, si indurisce, si adatta, si trasforma. Diventa Red. Per tutti, tranne che per Jessica.

Jessica è la sua amica, la sua roccia, la sua unica salvezza. Un legame viscerale, profondo, che sfida ogni definizione. Ma quando il buio si fa totale e la violenza si insinua anche dentro casa, nemmeno lei potrà salvarlo. Solo l’incontro con Federico, diverso da tutti, riuscirà a scalfire la sua corazza e mostrargli che una via d’uscita è ancora possibile.

Una storia feroce, ma attraversata da una scintilla di umanità. Un romanzo sull’amore che salva, la vergogna che isola, e il coraggio disperato di chiedere aiuto.

Per sapere come leggerlo, contattate l’autrice Martina Diotallevi