Buongiorno Peccatrici! ❤🐾️
Oggi cambiamo un po’ genere: finora vi ho parlato soprattutto di libri dedicati alla narrativa, come La canzone di Achille e La valle dell’Eden, ma questa volta voglio portarvi nel mondo del giallo, con una recensione ironica e tutta al femminile: “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” di Alice Basso. E Alice non mi delude neanche stavolta!
Anzi, forse la cosa che mi è piaciuta di più è proprio il modo in cui Alice ci fa entrare nella testa di Atena. La narrazione in prima persona ci permette di conoscere da vicino i suoi pensieri, le sue domande, le sue difficoltà e quel modo tutto suo di guardare il mondo. La scrittura riesce a restituire molto bene il flusso di pensiero e di percezione di una persona neurodivergente, senza mai trasformarlo in un’etichetta o in una spiegazione didascalica. E, pagina dopo pagina, Atena smette di essere semplicemente un personaggio e diventa una persona che impariamo a comprendere, con le sue fragilità, le sue stranezze e le sue risorse.
Naturalmente, ogni persona neurodivergente è diversa e non esiste un’esperienza valida per tutti: proprio per questo ho apprezzato il modo in cui Alice racconta Atena nella sua individualità, senza pretendere di rappresentare un’intera categoria.
Alice affronta con grande sensibilità ed empatia i temi legati alla neurodivergenza, portandoci a riflettere su cosa significhi davvero essere “normali”, sull’accettazione di sé e sulla difficoltà, spesso molto più grande di quanto immaginiamo, di trovare il proprio posto nel mondo.
E poi c’è il giallo, perché Atena, con la sua capacità di notare dettagli che agli altri sfuggono, finisce inevitabilmente dentro un mistero che la coinvolge più di quanto vorrebbe. La parte investigativa è ben dosata e accompagna la storia senza mai rubare completamente la scena ad Atena e al suo percorso. Io, lo ammetto, con la soluzione non ci ho azzeccato per nulla!
Il tutto raccontato con quello stile fluido, ironico e leggero che ormai associo ad Alice, capace di farmi sorridere anche quando sotto la superficie si stanno affrontando temi tutt’altro che leggeri. E ogni tanto riesce proprio a farmi fare una risata, di quelle che arrivano al momento giusto e che ci stanno benissimo.
E poi c’è Torino. Una Torino che Alice Basso sa rendere quasi un personaggio della storia, con quell’atmosfera che fa venire voglia di seguirne i protagonisti per le sue strade.
Atena, lo sappiamo già dalla prefazione, non è una nuova Vani e sono completamente d’accordo con Alice. Sono due personaggi profondamente diversi, anche se qualche piccolo richiamo all’universo di Vani e Breganza mi ha fatto sorridere. E forse sono proprio questi piccoli collegamenti che mi hanno fatto sperare, per qualche pagina, di incontrare qualcuno che già conoscevo.
Quello che invece Alice conferma ancora una volta è la sua straordinaria capacità di creare personaggi femminili complessi, imperfetti, intelligenti e soprattutto capaci di rimanerti dentro.
E qui arriviamo al problema serio.
Se mi chiedete chi preferisco tra Anita, Vani e Atena, fino a qualche tempo fa avrei risposto senza esitazione: Anita. ️
Adesso, però, Atena sta attentando seriamente al podio… e non sono affatto sicura che Anita possa dormire sonni tranquilli! 😂
Insomma, è soprattutto un bellissimo inizio per una serie che, dopo questo primo incontro, mi ha fatto venire voglia di sapere molto di più di Atena Ferraris, infatti a breve parlerò anche del secondo volume 🤩.
Lo consiglio? Assolutamente sì. A chi ama i gialli-scialli con una buona dose di ironia, ma soprattutto a chi cerca personaggi femminili fuori dagli schemi, storie che fanno sorridere e, quando serve, anche riflettere. Perché dietro il mistero e le ventisette sveglie c’è soprattutto una storia di scoperta, accettazione e crescita. E Atena, ve lo assicuro, è una di quelle protagoniste che dopo averla conosciuta è difficile lasciare andare.
Friside




