Recensione LA STORIA CHE VOLEVAMO di Marion Seals

LA STORIA CHE VOLEVAMO di MARION SEALS
DATA DI USCITA: 20/09/2019
FORMATO KINDLE E COPERTINA FLESSIBILE (425 PAGINE)

“Io avevo un unico obiettivo: giocare a football. Ero grosso e cattivo, veloce e coordinato, intelligente e determinato. Ecco perché risultavo un vincente, perché non permettevo a niente e a nessuno di ostacolarmi.”

La cosa che Gregory “Ego” Madden desidera di più nella vita è vincere il campionato con i California Bears, diventare il più famoso wide receiver della storia e riscattare un passato da emarginato. Il suo innato talento potrebbe garantirgli un futuro di successo e denaro, se solo fosse capace di controllare la rabbia che lo divora.


“Io ero strana, non sapevo socializzare, ma ero brava in ciò che facevo, io non ero spazzatura, lo avevo dimostrato a loro e a me stessa, soprattutto. Il fatto che non lo urlassi al mondo, che non lo esprimessi con rabbia e aggressività, non significava che fosse meno vero.”

La cosa che Dawn Riddle desidera di più nella vita è laurearsi e poi specializzarsi in Paleontologia. Ha sempre preferito la compagnia dei libri a quella dei suoi coetanei e ha potuto frequentare l’università solo grazie a una borsa di studio. Nella sua vita, segnata dal dolore e dalle rinunce, non c’è spazio per niente altro.

Solo tra le braccia del buio, la luce risplende.
Questa è la storia del loro incontro.
***


Care le mie Peccatrici,
vi porto con me in questa storia targata Marion Seals che mi ha catturata, stregata, folgorata tanto da ritenerla una delle più interessanti letture degli ultimi mesi perchè è forse una storia che parte come tante altre, ma è LA storia che volevo sentire.
Partiamo con i clichè presentandovi Gregory “Ego” Madden, l’aggressivo wide receiver della squadra di football della scuola, è concentrato solo su se stesso e dalla smania di diventare un professionista, è un anaffettivo narcisista con un bagaglio pesante alle spalle: eccovi, invece, Dawn Riddle, la “nerd sfigata”, emarginata e definita “strana” perchè albina, il classico topo da biblioteca isolata e incompresa insomma, che ambisce a realizzare l’unico obiettivo di poter diventare una paleontologa.
Perfetto: ora resettate tutto e venite con me a conoscere questa storia e questi protagonisti perché “di già letto e sentito” non hanno niente. Cambieranno le sensazioni e le percezioni.
Odierete Ego perché è un egoista, insensibile, manipolatore e accentratore così come amerete Dawn perché il suo essere albina e silenziosa che incassa apparentemente senza batter ciglio ve la renderanno subito “magica”. Frequentano la stessa scuola ma non si sono mai incrociati: Ego però ha “bisogno” di conoscerla per arrivare a raggiungere uno scopo e avere una credibilità e un lasciapassare per entrare nei Giants, a lui di conoscere realmente Dawn non frega nulla. “un piano perfetto e ben delineato. Tranne per il fatto che continuando a guardarmi in quel modo, così pieno di fiducia, come se mi considerasse migliore di ciò che in realtà ero, mi stava mettendo a disagio; era al contempo irritante ed eccitante”
E cosa fa Dawn? Stranita che uno come lui si interessi a lei decide di dargli una possibilità perché Dawn non nutre pregiudizi – avendoli subìti – e non immagina neanche lontanamente i piani di Ego, eppure non è affatto una sciocca ingenua, lei è pura e candida, nonostante ciò che ha passato da bambina. “Le persone come lei, se le fai soffrire, non urlano, non ti maledicono o pianificano di vendicarsi, le persone come lei si allontanano in punta di piedi, in silenzio, e non si voltano più”
La bellezza di questo libro non è il leitmotiv “gli opposti si attraggono”, il lupo cattivo e l’agnello sacrificale: no no, questi sono due universi che non si sarebbero mai incontrati, che non hanno nessuna chance di diventare paralleli perché Ego ci mette tutto se stesso perché questo non avvenga: lui resta convinto fino alle ultime pagine che Dawn sia solo un mezzo per raggiungere un fine e si interroga, si smarrisce e respinge il cambiamento che sta avvenendo dentro di sé.

“All’inizio, quando avevo deciso di sedurla, pensavo che la fatica maggiore sarebbe stata quella di dover fingere un’attrazione che non provato, mentre adesso avevo il problema opposto, ossia dover nascondere quello che desideravo fin troppo”.


Voi invece sarete lì a vedere l’evoluzione di questo personaggio – sconcertato da ciò che gli sta accadendo e che non trova, o non riesce ad accettare, le risposte che sono sotto ai suoi occhi – che è sicuramente tra i più complessi e affascinanti che abbia letto nell’ultimo periodo.
In tutto questo Dawn non è una spettatrice passiva, ma lei non si muove con clamore, lei non ha artigli affilati, lei è proprio magica perché accarezza le corde nascoste di Ego non snaturandosi mai, Dawn non erige nessun muro difensivo, non ha maschere, nonostante Il suo passato metterebbe in ginocchio chiunque perchè…è Lei. E una Fatina.

“Perché mi chiami così?” ansimai in preda a sensazioni che mandavano in corto circuito qualunque pensiero razionale. “La prima volta che ti ho vista da vicino, da Tupper, avevi un’aria così smarrita” disse ansante, iniziando a muoversi.” Ti guardavi intorno come se da un momento all’altro dovesse sbucare un nemico mortale. Mi ricordo che ho pensato che non avevo mai visto una ragazza così strana. Non ho mai smesso di guardarti da allora. Piccola, bianca e magica. Come dovrei chiamarti?”


Il mio non è un consiglio, è un vero invito a leggere “La storia che volevamo” lasciandovi guidare dagli universi di Ego e Dawn perché sono 425 pagine che ho trovato magnetiche, impossibile allontanarsene: quando non lo stavo leggendo la mia mente si chiedeva cosa stesse capitando mentre non c’ero o mi affioravano parole o frammenti di una scena…Follia? Probabile.
Capiamoci Peccatrici: Ego non diventerà un principe azzurro, questo ve lo posso spoilerare

“Ti amo Fatina, purtroppo per me e per te, è vero. Non è che sono improvvisamente cambiato, Dawn, anzi forse sarai l’unico essere umano che tratterò dignitosamente per il resto della vita”. “Accettabile” mormorai”.


Non conoscevo la penna di Marion Seals quindi non avevo punti di riferimento sul suo stile: ecco, quest’autrice – dal mio punto di vista – lo può dettare perché la scrittura è fluida, non macchinosa, dialoghi sinceri e diretti tanto da imprimermeli nella testa, non inventa niente di nuovo con la trama eppure la trasforma, le dà una prospettiva diversa, la disarma e la riarma, la spoglia e la riveste con due con personaggi come Ego e Dawn perchè questi ragazzi sono molecole che si cementano e diventano solidi come roccia. Questa è la storia che aspettavo, questa è la storia che volevo. Fatemi sapere se sarà anche la Vostra.
Vi aspetto al prossimo Peccato. Moira.


5 PIUME!!!

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