“C’ERAVAMO MALE AMATI – Quando l’amore viene per nuocere”” (#3 Gli Irripetibili) di Gioia Donati

16 Giu, 2026

Recensione di

In collaborazione con Gioia Donati che ringrazio nuovamente per la copia concessa

Ben ritrovate Peccatrici,

ventiquattr’ore fa è uscito il III irripetibile volume della serie “Gli Irripetibili” dell’irripetibile COSA (scusate la ripetizione), ma mando a ramengo il galateo di una buona recensione e scrivo come mi pare sperando di non commettere errori irripetibili e cercando di non essere ripetitiva (mi scuso ancora della ripetitività).

Intanto questo è un romanzo irripetibile. Irripetibile l’ho già detto? Sì? Ah, non mi pareva di essermi ripetuta, ma se l’ho fatto proverò a non ripetermi nelle ripetibili ripetizioni che si ripeteranno.

Cosimo, ripetitivo emblema degli sbagli e cadute di stile ripetute e perpetrate ripetutamente nel corso degli anni, è un soggetto maschile irripetibile e io di lui mi sono innamorata a ripetizione ogni volta che apriva bocca. Sì, anche quando uscivano parole irripetibili su cui era meglio tacesse, quando certi passi falsi era meglio non fossero ripetuti e quando le insicurezze si ripetevano ripetutamente nella sua testa. Ma non sarebbe un irripetibile poiché il Centofanti è unico e con illogica convinzione affermo che non può essere ripetibile.

Beatrice ha un’ossessione ripetuta e reiterata per lui e se la coltiva ripetutamente per decenni, trasmettendo irripetibili emozioni e stati d’animo che sono ripetutamente veri. Tutto chiaro?

Ora. A furia di ripetermi non so più di quale libro irripetibile volevo parlare in maniera non ripetitiva, ma nel cercare di farvi comprendere quanto i contenuti abbiano molti aspetti irripetibili, ho la strana sensazione di risultare ripetitiva. Quindi non fatemi ripetere ripetizioni ripetibili o ripeto ripetutamente le stesse ripetitività e non ne usciamo.

Questo III capitolo è la storia accidentata tra un prodotto autospacciatosi per bigiotteria al mercato dell’usato e un tesoriere che lo ha considerato un pezzo di valore. Non agli occhi degli altri forse, ma per chi quei soldi li ha sudati e spesi più che volentieri ritenendolo un investimento. Dal rendimento incerto e basculante siamo d’accordo, però a suo modo costante nelle sue imperfezioni, ma questo è un altro discorso e io di Borsa non ne capisco nulla. Ma una cosa ce l’ho ben chiara: oggi puoi aver accumulato un capitale considerevole, il giorno dopo dilapidarlo e restare in braghe di tela o essere defraudata di tutto, anche delle certezze.

È anche la cronaca di un torneo a carte: puoi avere la fortuna di avere una buona mano, la perseveranza di attendere un giro migliore, puoi decidere di bluffare o adottare strategie insoddisfacenti reputandole vincenti. La tecnica conta, ma in una coppia di giocatori occorre sforzarsi di guardarsi dentro, ricordarsi che l’intesa fa la differenza durante la partita, realizzare come gestire i Carichi e, soprattutto, come non sacrificare e tentare di conservare l’Asso.

Il romanzo è lungo (come Crepacuore, Ottativo D’Amore era una ‘trappola’) ma è imperdibile perché ogni passo narrato, ogni episodio, ogni boutade prendono vita e catturano, non c’è niente da fare. Non state solo leggendo un libro, non state neanche solo assistendo ai travagli e alla longevità di questa relazione e dei suoi protagonisti. No, no, no. Vi state agitando, mettendo la mano sulla fronte e nei capelli, scuotendo la testa, insultando e solidarizzando con loro. State partecipando a questa unione/disunione perché siete entrate nella Cricca fiorentina, che ne siate consapevoli o meno, Maremma Irripetibile!

“C’ERAVAMO MALE AMATI – Quando l’amore viene per nuocere” mette il sigillo definitivo sul talento singolare di Gioia Donati. Se col primo volume poteva essere una sorpresa, col secondo una conferma, con questo dichiaro la mia resa incondizionata e la ritengo una delle migliori letture del 2026. Mi ci gioco la ‘carriera’ di lettrice e recensionista, ma se ho preso un abbaglio, preferisco continuare ad essere accecata.

La COSA ha dalla sua un’identità autoriale centrata fatta di pensieri tangibili, movimentazioni spesso disallineate dei suoi interpreti che hanno però fondamenta solide, un linguaggio narrativo libertario e che si incastra perfettamente tra l’introspezione e la praticità. La  connessione che si è creata con questa serie è totale e non ha nessuna crepa, nessuna critica, neanche uno spiffero. Figuriamoci poi con questo romanzo dove ha fatto Cappotto!

Buona lettura Peccatrici, ci rivedremo presto.

P.s. Non datele una chance, ma concedetela a voi stesse.

Moira

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: CERAVAMO MALE AMATI
Titolo Originale: CERAVAMO MALE AMATI
Autrice/Autore: Gioia Donati
Data di Uscita: 15/06/2026
Autoconclusivo
Serie/Collana: Serie Gli Irripetibili
Numero/Volume: 3
Formato: cartaceo, ebook, kindle unlimited
Numero di pagine: 859

Trama

Ci sono amori che finiscono.

E poi ci sono quelli che continuano a tornare, anche dopo aver distrutto tutto.

Cosimo Centofanti ha sempre pensato che il suo talento più grande fosse far ridere gli altri abbastanza da non farli guardare troppo dentro di lui.

Marito infedele, eterno giullare, campione olimpico di scelte discutibili, a San Silvestro del 2018 si ritrova senza casa, senza moglie e con una giovane amante che improvvisamente gli sembra il sintomo di un esaurimento nervoso più che una storia d’amore.

Beatrice Valli Fiascherini, invece, per tutta la vita ha amato troppo e preteso troppo poco.

Dietro l’immagine della ragazza privilegiata, elegante e facilmente gestibile, si nasconde una donna appassionata che ha custodito ogni ricordo del loro amore come una reliquia: diari adolescenziali, biglietti, primi baci, promesse sussurrate (e poi regolarmente non mantenute) nel buio di una festa degli anni ’90.

Mentre Cosimo prova disperatamente a riconquistarla, il romanzo alterna il presente feroce della loro separazione ai ricordi della loro storia: dall’adolescenza fiorentina fatta di motorini, cartoni animati, primi lenti e amicizie complicate, fino all’età adulta, ai tradimenti, ai figli, ai silenzi che scavano più delle urla.

Ma C’eravamo male amati non è solo una storia d’amore.

È una storia sul bisogno disperato di essere scelti davvero. Sul peso delle maschere che indossiamo così a lungo da dimenticare chi siamo sotto. Sul momento terribile in cui capisci che la persona che ti ha amato di più potrebbe essere quella che hai ferito mortalmente.

Tra ironia, nostalgia anni ’90, amicizie sbagliate, famiglie invadenti, dialoghi taglienti e, ovviamente, il solito cast da Cinepanettone degli Irripetibili, questo romanzo racconta amori imperfetti, seconde possibilità e quella forma di intimità devastante in cui due persone continuano a tornare l’una dall’altra anche quando avrebbero ottime ragioni per smettere.