In collaborazione con l’autrice che ringrazio per la collaborazione e la copia concessa
Ben ritrovate Peccatrici,
è uscito da una manciata di giorni “STRONGER – Non lasciarmi andare”, il secondo e conclusivo capitolo della Dilogia “Stronger” di Melissa Pratelli e io avevo iniziato a rosicchiarmi le unghie nell’attesa.
Il primo volume mi aveva completamente risucchiato nella storia, ma il finale..per quel finale sto ancora valutando come fare espiare all’autrice le sue colpe. Dopotutto, la vendetta è un piatto che va servito freddo.
Serve ricordare che questi volumi sono stati scritti anni fa e oggi ripresentati con una nuova revisione, ma che la “ciccia” c’era già e che la sua Penna tutto è tranne fuochi di paglia. Sono schifosamente di parte, ma non ci posso fare niente se ha la capacità ogniqualvolta di attirare la mia attenzione e catalizzarla tra le sue pagine. Prendetevela con lei.
Con questo new adult, Melissa ribadisce che non è solo l’artefice della fortunatissima “Off Love Serie” sull’hockey, ma che riesce benissimo a spingere anche senza un puck tra i piedi. E detto da me sembra proprio un paradosso, ma gli incastri di questa trama mi hanno assorbita a 360 gradi.
Una linea di confine apparentemente insuperabile divide Aidan e Lia dove ognuno dei due ricomincia o si adatta a una nuova vita. Le circostanze inevitabili li hanno separati e provano a reagire aggrappandosi a zattere di fortuna: Lia la trova ma non sa tenersi franca e in equilibrio, Aidan invece annaspa nel vuoto.
È cambiato, è diverso, è distante e gli errori e le conseguenze lo rendono più responsabile, ma anche più invisibile, più anonimo. Ma il cuore non si allontana mai dall’unico porto che riconosce come tale: sa di dover fare la cosa giusta, ma anela segretamente che qualcuno nuoti con lui sulla rotta sbagliata.
Lia riparte dall’unica certezza che ha: sua sorella che ha scelto lei e ripudiato il suo miglior amico. Il legame che le unisce è un cordone ombelicale infrangibile ma a volte può mostrare delle incrinature. Cecilia la protegge, la tutela contro qualsiasi urto, ma non è infallibile. A Lia non resta che raccogliere i cocci di un amore in frantumi, di una fiducia tradita e di una realtà difficile da accettare, ma ha già attraversato il suo inferno personale e sa che può ricomporsi ancora una volta.
Il continuo elastico sentimentale tra i due, quei perentori “vorrei, ma non posso”, le problematiche che invece di allentarsi si annodano, giocano sull’emotività e sui punti deboli dei protagonisti che non riescono a voltare pagina, a lasciare andare quando invece vorrebbero trattenere e stringere.
Il filo logico della Dilogia tiene banco perché non intacca le definizioni caratteriali né quelle sentimentali, ma affida anche ad altri soggetti ed eventi il compito di traghettare – nella buona e nella cattiva sorte – fino al lieto fine.
Melissa scrive di testa e di cuore, si diverte perché sa alleggerire quando serve, ma detta i tempi della passione, del rimpianto e della stabilità emotiva. Conosceva già il percorso che intendeva perseguire e non era di sicuro raccontare una relazione ‘giovanile’ senza poterle affiancare una crescita misurata e anche – perché no – quegli slanci incoerenti e distratti di chi ha ancora tanti sbagli da poter fare, ma a cui trovare sempre il modo di rimediare.
Buona lettura Peccatrici, buon pancake a tutte.
Moira




