Buongiorno Peccatrici,
Eccomi qui con una nuova storia da raccontarvi e questa volta vi chiedo di mettervi comode, perché sarà una lunga storia!
Oggi vi parlerò di EVERYTHING LEADS TO YOU di T. Enderly, che ringrazio per la collaborazione e per la copia digitale gentilmente concessa.
Se già conoscete l’autrice, sapete a cosa state andando incontro… (siete delle povere illuse come me! 😓). Ogni volta che inizio una sua storia, il mio vocabolario di insulti nei suoi confronti si amplia sempre di più. Una cosa, però, è certa: ho imparato che, prima di iniziare una sua lettura, devo assolutamente fare scorta di Maalox!
Questa volta l’autrice ci porta a conoscere un papà single, campione di hockey, che si ritrova a fare i conti con il proprio passato e con una storia che, a quanto pare, ha ancora parecchio da raccontare.
Il racconto si apre con Delilah, la figlia del protagonista, Jackson Monahan, portiere dei Toronto Maple Leafs. Durante un momento di chiacchiere a cuore aperto con il suo papà, la ragazza gli chiede di raccontarle la storia dell’amore della sua vita.
E vi posso assicurare, amiche Peccatrici, che questo sarà soltanto l’inizio della fine! Perché quando si comincia a scavare nel passato di certi personaggi, si sa da dove si parte, ma non si può mai immaginare dove si finirà. E con questa autrice, ormai, dovremmo averlo capito!
Jackson Monahan è uno di quei personaggi che, fino alla fine, non sai se amare o odiare.
Da una parte abbiamo il grande campione di hockey, dall’altra un papà single che cerca di crescere sua figlia nel migliore dei modi.
Ma il tratto che lo caratterizza per tutta la storia è la sua incapacità di prendere una decisione. Jackson è il primo a definirsi una persona che si lascia semplicemente travolgere dagli eventi, senza avere il coraggio di scegliere davvero quale direzione dare alla propria vita.
E converrete con me, Peccatrici, che questa caratteristica non lo aiuterà certo a prendere le decisioni giuste!
La sua vita, infatti, è costellata di relazioni disastrose, occasioni mancate e scelte sbagliate. Jackson aspetta che siano gli eventi a decidere per lui, convinto quasi di poter evitare così il peso delle proprie responsabilità. Peccato che non scegliere sia comunque una scelta, e che a pagarne le conseguenze non sia soltanto lui, ma anche chi gli sta accanto.
Le sue uniche certezze sembrano essere l’hockey e il suo migliore amico Sydney (di cui volontariamente non vi parlerò, ma vi dico solo che lo troveremo molto spesso durante il racconto), mentre tutto il resto si trasforma in un susseguirsi di situazioni che spesso gli sfuggono di mano.
Ed è proprio questo che, a tratti, mi ha fatto venire voglia di prenderlo a schiaffi per farlo svegliare e, allo stesso tempo, di prenderlo per mano e stringerlo in un forte abbraccio. Perché dietro il campione si nasconde un uomo fragile, che spesso sembra incapace di affrontare ciò che desidera davvero.
L’intera storia si sviluppa attraverso un continuo viaggio nel tempo, alternando passato e presente. Jackson decide di mettersi a nudo davanti alla figlia e di raccontarle la propria versione dei fatti, ripercorrendo una vita che tante volte è stata spiattellata pubblicamente sui giornali, raccontata e, forse, anche travisata.
Un aspetto particolarmente azzeccato è la scelta dell’autrice di aver trovato un modo originale per fare conoscere una diversa versione dei fatti. A quanto pare, il nostro papà non sempre è sincero e, a volte, cerca di rendere ciò che è accaduto più accettabile alle orecchie della figlia.
Attraverso questo percorso, Jackson si trova a rivivere avvenimenti che, sul momento, sembravano insignificanti, ma che con il passare del tempo assumono un significato diverso. Guardandosi indietro, comincia a comprendere come le sue esitazioni, le occasioni lasciate scappare e il suo continuo rimandare o il non avere avuto il coraggio di scegliere, abbiano contribuito a costruire la vita che si ritrova oggi.
Ma sapete qual è il problema, Peccatrici?
Che, nonostante le sue indecisioni e tutti gli errori commessi, alla fine mi sono affezionata a lui.
Perché dietro le sue scelte discutibili ho visto un uomo con le sue fragilità, le sue paure e le sue difficoltà. Un uomo imperfetto che, proprio per questo, mi è sembrato così reale.
Pagina dopo pagina mi sono ritrovata sempre più immersa nella lettura, curiosa di scoprire dove ci avrebbe condotte l’autrice e quale sarebbe stato il destino del nostro protagonista.
Secondo voi, amiche Peccatrici, riuscirà il nostro Jackson a fare chiarezza nei suoi pensieri e a dare una risposta alla domanda di Delilah?
A voi il piacere di scoprirlo! 😈
Conoscendo T. Enderly, non potevo aspettarmi una lettura tranquilla e rilassante! Perché ormai ho imparato che con lei bisogna partire preparate, armarsi di pazienza e accettare il fatto che, prima di arrivare alla fine, la nostra salute mentale potrebbe essere messa a dura prova. 😂
Quello che ho apprezzato è stato proprio il coinvolgimento che sono riuscita a provare durante la lettura. Mi sono ritrovata a riflettere su Jackson, sulle sue scelte e su quanto sia difficile affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Il passato non si può cancellare, ma possiamo imparare dai nostri errori e trovare il coraggio di agire diversamente, invece di lasciare che siano gli eventi a decidere per noi.
Amiche Peccatrici, non fermatevi alla prima impressione, perché a volte le persone sono molto più complicate di quello che mostrano e le loro storie molto più profonde di quanto possiamo immaginare.
Cara T. Enderly, mi dovrai spiegare perché ogni volta che leggo un tuo libro devo mettere a dura prova la mia pazienza! Il Maalox ormai è diventato una voce fissa nella lista della spesa!
Scherzi a parte, grazie per avermi regalato un’altra storia capace di farmi arrabbiare, emozionare e affezionare ai suoi personaggi.
E adesso tocca a voi, Peccatrici!
Leggete EVERYTHING LEADS TO YOU: sono curiosissima di sapere cosa ne pensate di Jackson!
Nell’attesa dei vostri commenti, io vado alla ricerca di una nuova avventura da poter condividere con voi.
La vostra Mary




