RECENSIONE ANCORA ACCANTO A ME DI MARILENA BARBAGALLO

Ullalla!!!! Eccomi a parlarvi del seguito di Uno sconosciuto accanto a me… È solo l’inizio perché ho in mente tante cosine da fare… È la mia bellissima Marilena lo sa… Intanto parto con la recensione scritta…

Trama
Tutto era iniziato con manette, prigionia, digiuno e sangue. Adesso, per Lena Morozov, costretta a diventare una spia, non c’è un nuovo inizio, ma una fine. È in un letto, ma non ha le manette ai polsi. È oppressa, ma non dall’oscurità che aveva imparato ad amare. È una sensazione peggiore: sa di tradimento. Intorno alla sua pelle, altra pelle si stringe in una morsa di possesso. Sulla sua bocca, altre labbra respirano. Pochi secondi per capire, un battito di ciglia per inalare un odore diverso. Non è Amir. Non è il suo Maestro. Adesso Lena deve mettere in pratica l’arte della finzione, Amir deve controllarla da lontano. Non intende essere il suo angelo custode, lui vuole essere la sua ombra. Per Lena, scoprire di far parte di un mondo tanto perverso quanto crudele sarà insostenibile; per Amir, inaccettabile. Al Settore Zero poco importa: Lena per loro è solo un prodotto da disattivare quando non servirà più. A quel punto, ad Amir non basterà essere un’ombra, tanto meno un angelo. Dovrà tenerla lontano da sé, pur volendo rimanere accanto a lei, ancora.

Vi ricordate come abbiamo lasciato Amir e Lena? Beh se non ve lo ricordate vi rinfresco la memoria, lei che parte per la sua missione, lei che fa una promessa ad Amir, lei che gli dice che è completamente sua! Ma ricordiamoci siamo al settore zero e appena si cala nel suo incarico, il primo ostacolo arriva come un treno. Notte fonda un letto e un uomo che l’accarezza, ma non è il suo Amir!

Estranee. Sono le sue labbra. Bollente. La sua lingua brucia. Veleno. Il suo sapore è tossina. Invade. Il suo corpo aggredisce. Mi strappo. Sento la pelle tendersi e sfilacciarsi. Dolore si cosparge sulle ferite aperte. Mi corrode, mi squarcia. E mi bacia, trafugando ciò che appartiene ad Amir. Prende senza alcun diritto, prende perché crede che io sia sua.
Non tradirmi.
E intanto la lingua di Farid scava la sua fossa, mi seppellisce in un abisso di vergogna.
MAI
Avevo promesso.
ORA SAI
So.
TU SEI LA MIA …
Sono sua.
Non sono di quest’uomo.
Giurami che il tuo corpo non verrà mai più toccato da nessun altro.
Te lo giuro.

Lena perderà la testa, tanto da contattare il suo Maestro e riferirgli l’accaduto! LUI da di matto nessuno può toccarla, lei è SUA!

E non mi sbaglio, cazzo. Non mi sbaglio. Farid e Sasha sono amanti. Amanti. Sono un uomo intelligente, e la logica mi dice chiaramente che se Lena sa che Farid e Sasha sono amanti, è perché lei è stata la sua amante. Blackout. Mi spengo. Reset. Non esiste più un cazzo. Non. Esiste. Più. Un. Cazzo di un cazzo di un cazzo! Lancio il telefono contro il muro e lo schermo si frantuma piombando in schegge a terra. Me la prendo col materasso di questa stanza di merda e lo ribalto, aggrovigliando le lenzuola e ciò che stava sopra. Io sono aggrovigliato. Prendo a calci l’anta dell’armadio che si sgancia e pende. Le do un altro calcio e il legno si spacca. Muro. Devo frantumare il muro. E mi scaglio contro la parete, prendendola a pugni, frenandomi dal darle testate. No, niente testate, devo essere lucido quando arriverà Lena. Le farò un interrogatorio, le chiederò dove, come e quando ha scoperto questa notizia di merda. È una donna finita.

La controllerà diventando la sua ombra, cercando in tutti i modi di non abbandonarla, tanto da rischiare di far saltare la copertura.

«Numero uno», alzo il solito pollice in aria, «dirigo io l’operazione». «La dirige Teo», osa correggermi. «Io, Lena, per te decido io», la incalzo, facendo un passo verso di lei e suscitandole un sussulto. «Numero due: se reputo necessario l’uso delle telecamere, tu ti adegui». «Non mi sembra una buona idea». «Non mi interrompere». Mi sta venendo il mal di testa. «Numero tre: ho bisogno di vederti, di controllarti, di sapere chi ti sta intorno e come ti sta intorno. È imperativo avere chiaro il quadro della situazione…». «Sasha e Farid sono amanti, più chiaro di così!». La sua voce adesso mi sovrasta e l’esigenza di sottometterla mi prude sulla pelle come un’orticaria. «Proprio perché quei due sono amanti… Tu. Fai. Come. Dico». Sono arrivato a un centimetro dalla sua bocca, sento il profumo della resa, ma so che Lena non è facile da piegare, perciò non canto vittoria. «Non voglio costringerti a vedere cose che potrebbero ferirti», rivela. Ma lo ha capito o no che mi ha già distrutto? «Non hai capito», la mia mano finisce sul suo collo che inizio a stringere a seconda dell’intensità che voglio attribuire alle parole. Lei è impassibile, immune alla mia violenza. Per Lena io sono violenza, oscurità e mai fonte purificatrice. «Non esiste la minima possibilità che qualcuno entri nel tuo letto. Non deve esistere. Non deve ripetersi. Non. Deve. Succedere. Scatenerei il terremoto, Lena».

Poi succederà una cosa inaspettata… Un intoppo, un calcolo sbagliato… Amir non arrabbiato, di più, se l’avesse tra le mani…. Ma Lena è temeraria e arriverà fino in fondo alla sua missione, tanto da rischiare conseguenze disumane… Tanto caparbia e testarda da farsi odiare, dall’unico uomo che ama!

«Ti proibisco di rientrare al Settore, Lena. Tu non ci torni lì. Fine della discussione». «Mi hai nascosto la verità, Amir. Mi hai mentito», tiro su col naso e ho un brivido di freddo. «L’ho fatto solo per te, Lena. Solo per il tuo bene. Non ci sono strategie con te, c’è solo…», si batte una mano in petto, come se stesse facendo un mea culpa. «C’è solo cuore». E batte un altro colpo. Il groppo in gola che si è formato mi toglie il respiro, le lacrime solleticano le guance e scivolano sulle labbra schiuse. Le assaggio e sanno di dolore. «Io torno al Settore», decido. «Dante, ti prego, devi darci il siero, adesso. Fallo per Sasha». «E chi cazzo fa qualcosa per te, eh?!», urla Amir. «A me ci penso io», strillo a mia volta. «No, Lena», mi afferra per le spalle e mi strattona. «Io penso a te. E tu non vai da nessuna parte. Non ci torni al Settore!». Mi sbatte come se volesse far uscire dalla mia testa la decisione presa. «Non ti permetto di rischiare. Non lo tollero, cazzo».

Come si fa a non amare la scrittura della Barbagallo?!? Ti distrugge in ogni riga, ti demolisce pagina per pagina… ODIO E AMORE, PASSIONE E DESIDERIO, CARNE E SPIRITO. Sono questo Lena e Amir, sono follia, sono testardi, sono autodistruttivi…. Mamma mia quanto mi è piaciuto, ho minacciato anche l’autrice… Non mi è piaciuto, ma di più mi ha rapita per l’ennesima volta! E che ve lo dico a fare!!! Leggetelo!
Baci, baci la vostra Lisa.

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